Tecnologia

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«Strade? Non ci servono strade dove stiamo andando. Ci serve solo un tracciato», dice Jenson Button a Fernando Alonso nel nuovo spot McLaren. La citazione è palese, poiché è tratta da Ritorno al futuro di Zemeckis. Lo spot, invece, è quello del nuovo modello di McLaren Mercedes, una meravigliosa 650S argentata. L’occasione è buona per presentare l’inizio della nuova stagione, che vedrà i due piloti fare team: e Alonso imposta le coordinate di questa Delorean 2.0 è proprio al giorno della gara d’esordio (15 marzo 2015), prima che Button la spinga al massimo sino a infiammare l’asfalto.

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Fu la Grande Armée, l’esercito napoleonico, a inventare il sabrage, metodo marziale per stappare le bottiglie di vino utilizzando la spada.

A due secoli di distanza, dall’altra parte dell’Atlantico l’azienda specializzata in soluzioni per il beverage Cork Cicle porta ora sul mercato un sistema più pratico e sicuro per aprire le bottiglie – in questo caso si tratta dei tappi a corona.

Decapitator a discapito del lugubre nome è un cavatappi smart ben riassunto in questo commento di un utente YouTube: “Uhm, mi sembra molto cool, ma perché non usare un semplice apribottiglie?”

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Dopo aver introdotto sul mercato le schede GeForce GTX 980 e GeForce GTX 970 lo scorso autunno, riscuotendo un notevole successo di mercato grazie al connubio tra prestazioni elevate e consumi contenuti, NVIDIA presenta quest’oggi la terza scheda video della famiglia GeForce GTX 900 per sistemi desktop.

Ci riferiamo al modello GeForce GTX 960, basato su GPU GM206 e destinato a posizionarsi nel segmento di fascia media del mercato grazie ad un listino pari nel mercato italiano a 199,00€ IVA inclusa. A questa cifra NVIDIA suggerisce ai partner di proporre le versioni di scheda caratterizzate dalle specifiche della reference board, mentre per quelle caratterizzate da un overclock di serie il listino è destinato ad aumentare di circa il 10-15% a seconda delle versioni.

Nella tabella seguente sono raccolte le principali caratteristiche tecniche della scheda GeForce GTX 960 a confronto con le altre due proposte della famiglia GeForce GTX 900:

Modello

GeForce GTX 980 GeForce GTX 970 GeForce GTX 960
GPU GM204 GM204 GM206
CUDA cores 2.048 1.664 1.024
clock GPU 1.126 MHz 1.050MHz 1.126 MHz
boost clock GPU 1.216 MHz 1.178 MHz 1.178 MHz
ROPs 64 64 32
TMU 128 104 64
clock memoria 7.008 MHz 7.008 MHz 7.008 MHz
dotazione memoria 4 Gbytes 4 Gbytes 2 Gbytes
bandwidth memoria 224 GB/s 224 GB/s 112 GB/s
bus memoria 256bit 256bit 128bit
alimentazione 6pin+6pin 6pin+6pin 6pin

 

Notiamo come il chip GM206 sia di fatto pari alla metà di quello GM204 adottato nelle schede GeForce GTX 980, quantomeno osservando il numero di stream processors integrati e il bus memoria abbinato. Dimezzato anche il quantitativo di memoria video, pari a 2 Gbytes per quanto sia possibile che qualche partner possa presentare versioni di scheda GeForce GTX 960 dotate di 4 Gbytes onboard.

Le schede GeForce GTX 960, sono disponibili da quest’oggi in commercio, andando a posizionarsi al posto delle soluzioni GeForce GTX 760 che continueranno a restare in vendita sino a quando saranno disponibili scorte di magazzino.

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Il lancio di Windows 10 è stato un evento dalla portata incalcolabile, per Microsoft e il suo pubblico. E non solo il suo, perché Microsoft, forse per la prima volta nella sua storia, ha inanellato una serie di annunci capaci di esaltare chiunque avesse le antenne puntate al campus di Redmond. Protagonista assoluto, come si sapeva, è stato il prossimo sistema operativo di Microsoft.Alle informazioni già note, però, se ne sono aggiunte molte altre. Alcune delle quali giunte in modo inaspettato e, vista la caratura, gradito. Cerchiamo però di capire perché Windows 10 rappresenta la rivoluzione che, in casa Microsoft, mancava, probabilmente dal lancio della prima Xbox. Ecco i nostri cinque annunci-chiave. Con qualche consiglio finale.

Project Spartan
Io lo vedo come l’aspetto più rivoluzionario del progetto Windows 10, per due ragioni. La prima, che definiamo “filosofica”, è cheabbandonare Internet Explorer è, più di tutti gli altri, il segno che Microsoft vuole davvero cambiare. In fondo, butta nel cestino quello che, nel bene e nel male, è il software con cui più si è identificata nel corso del tempo. Il fil rouge di tutti i suoi sistemi operativi, fino a ora. La seconda, che definiamo “tecnica”, è che, da quanto si è saputo e visto, Spartan potrebbe essere un browser per il quale, appena acceso un nuovo PC, non sarà più necessario precipitarsi a scaricare Chrome. E questo significa tagliare fuori un concorrente diretto da una grossa fetta di mercato. Se Bing avesse la stessa efficienza del motore di ricerca di Mountain View, l’attacco sarebbe ancor più frontale, ma qui andiamo sulla fantascienza.

Mondo Xbox
Il mondo delle console Microsoft, a partire da Windows 10, si sposeranno come mai successo prima col mondo PC. Qui Microsoft ha imparato una lezione importante da Apple: se crei un ecosistema tutto tuo, e lo fai in modo efficiente, fai mercato a parte. Con tutti i vantaggi economici del caso. La casa di Redmond, a partire da questo concetto, si è accorta di avere in casa il più efficiente sistema di gioco online, Xbox Live, e di avere il più diffuso sistema operativo del mondo, Windows. Forse se ne è pure accorta da tempo, eh, ma per un risvolto pratico occorreva avere un sistema operativo davvero diverso. Allo stesso tempo, occorreva che, versione dopo versione, anche il software di Xbox (Xbox One, per la precisione) fosse simile a quel sistema operativo. I due mondi si sono avvicinati e il punto di convergenza è arrivato con l’annuncio di un sistema di streaming dei giochi Xbox su tablet Surface e PC dotati di Windows 10. La tecnologia in ballo non è ancora chiara, ma da quanto visto e sentito dovrebbe trattarsi di un sistema simile a quello visto con Playstation 4 e PS Vita. In buona sostanza, il gioco risiede fisicamente nella console, ma può essere utilizzato dal tablet o dal PC. Sarà interessante vedere se per lo streaming sarà necessario utilizzare la medesima rete wireless, come nel caso di Sony, o se si potrà giocare, letteralmente, da un angolo all’altro del mondo, sfruttando Internet. In questo caso, si tratterebbe davvero di una mossa epocale, capace di amalgamare il mondo del gaming PC con quello console, come mai era successo prima.

Tablet e PC, tutto in uno
Che Microsoft puntasse alla creazione di un sistema operativo unico, tra PC e dispositivi mobile, era chiaro fin da Windows 8. Un sistema operativo talmente rivoluzionario, sotto questo punto di vista, da aver spiazzato il pubblico. Di fatto, Windows 8 era ottimo proprio sugli apparecchi touch, ma una volta portato su computer fisso dimostrava i limiti di un’interfaccia, Metro, molto distante dall’utilizzo con mouse e tastiera. C’è anche da dire che pochi utenti si son presi la briga di scoprire che bastava un clic per tornare al desktop classico, e questa operazione è stata ulteriormente semplificata in Windows 8.1. Il sistema Continuum, in Windows 10, toglie di mezzo i raffazzonamenti e ripensa l’interfaccia in modo nuovo. L’idea di per sé è semplice, quando scolleghi mouse e tastiera il sistema ti chiede se vuoi cambiare interfaccia, ma non stanno proprio nella semplicità i colpi di genio? Fossi in Microsoft, oserei di più: non chiederei nemmeno il “permesso” di cambiare interfaccia. Lo farei e basta. Una cosa molto alla Apple, insomma, per la quale “io sono Microsoft e si fa così”. Microsoft, ora, ha tutti i numeri per farlo. Gli hater pronti a criticare questa o quella mossa, ci saranno sempre e comunque.Pazienza, l’importante è vincere.

Cortana
Il sistema di assistenza vocale ideato da Microsoft, che fece il suo debutto in Windows Phone, non è efficiente quanto Siri, ma ha molta più personalità. Cortana non vuole sembrare il tuo schiavetto digitale lobotomizzato, vuole dimostrare personalità. I margini di miglioramento sono enormi, e se è per questo nemmeno Siri o Google Now sono perfetti, ma più per una questione di comprensione dei comandi, che di esecuzione dei medesimi. Bene, il fatto che Cortana sarà inserito in pianta stabile in Windows 10 porta a due considerazioni. La prima è che, sicuramente, è cosa buona e giusta, e che oltre ad agevolare di molto il nostro lavoro, aprirà ancor più Windows 10 alle persone con deficit motori (là dove Mac OS mostra un po’ il fianco…). Non vogliamo sembrare cinici, ma non si tratta “solo” di una cosa bella e scontata, al giorno d’oggi. È anche un mercato enorme. La seconda considerazione è che, a fronte della spinta innovativa e dell’appetibilità, Cortana dovrà mostrarsi efficiente al 100%. Fin da subito. Dovrà capire bene tutti i comandi e in tutte le lingue in cui Windows 10 sarà lanciato. Non dovrà confondere le procedure. Non dovrà rallentare l’esperienza d’utilizzo. Non dovrà sembrare un accessorio sfizioso, ma dovrà riuscire a diventare parte integrante del nuovo Windows, sia su PC che su mobile. Cortana, insieme a Continuum, è il vero trait d’union di tutti i dispositivi basati su Windows 10. Microsoft deve capirlo fino in fondo.

Unificazione
Non ho mai nascosto la mia profonda ammirazione per Satya Nadella, come non ho mai nascosto la mia totale avversione a Ballmer, quindi non ho problemi a sottolineare la capacità analitica del nuovo CEO di Microsoft. A volte si tratta di analisi scontate, ma che nessuno, in Microsoft, aveva fatto fino a questo momento. Nadella viene dai sistemi cloud, e sa che il colosso di Redmond ha in casa delle tecnologie e dei servizi che la concorrenza di sogna. Office è uno di questo. Al momento, non esistono alternative così diffuse, efficienti e standardizzate come Office. E per cortesia, non parlatemi di OpenOffice, LibreOffice, Pages, Numbers e surrogati assortiti. A fare gli alternativi si fa presto, ma qui occorre essere onesti. E così, l’idea di unificare Office tra sistemi fissi e mobili è la ciliegina che mancava per considerare Windows 10 come il vero sistema operativo universale.

Il negozio giapponese di accessori per cellulari Nitto ha recentemente pubblicato sul suo canale YouTube il lancio delle curiose custodie per cellulari Trick Cover.

Costituita di due parti e di uno snodo a binario, la Trick Cover può rivelarsi – come mostra il video – un passatempo di bravura che ricorda il Nunchaku.

Se volete sentirvi tosti come Bruce Lee anche se siete dei pelandroni da ufficio procuratevi quest’arma giocattolo da 25 euro circa (3,400 yen)… cui andranno sommati gli oltre 600 euro di smartphone nel caso qualcosa andasse storto durante un’acrobazia.

In alto il video che le mostra.

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Hyperloop, il treno ad altissima velocità che secondo i progetti di Elon Musk dovrebbe percorrere i 614 chilometri fra Los Angeles e San Francisco in 35 minuti alla velocità di 1.102 km/h, inizierà presto i test. La fonte è proprio l’imprenditore statunitense, che tramite Twitter ha comunicato l’intenzione di costruire, “probabilmente in Texas”, un circuito di prova della lunghezza di 8 chilometri.

Lo Stato non è certo, ma sembra papabile dato che proprio in Texas ci sono già siti di lancio di SpaceX e in passato Musk l’aveva già indicato come “candidato ideale” per ospitare il prototipo di Hyperloop.

Il circuito di test pressurizzato sarà aperto agli studenti, alle aziende a tutti coloro che vorranno mettere alla prova i propri progetti di capsule per il trasporto a levitazione magnetica che si potrebbero impiegare nella costruzione del treno. Non è da escludere nemmeno un concorso annuale per stimolare lo sviluppo e la competizione.

Al momento non ci sono altri dettagli, ma l’idea è interessante perché potrebbe migliorare il progetto iniziale che era stato presentato da Musk a luglio 2013 e che a distanza di poco tempo è stato contestato in alcuni dettagli che lo renderebbero irrealizzabile così com’è. In particolare era emerso che la forma delle capsule dovrebbe essere riprogettata per assomigliare di più a quella di un razzo.

Forse è proprio da queste analisi che partiranno studenti e aziende intenzionati a concretizzare l’ennesimo progetto avveniristico di Musk.

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Ricaricare interamente l’iPhone in soli 10 minuti? Non si tratta di un sogno, in quanto presto tutto questo potrebbe essere realtà.

Al CES di Las Vegas, la Vorbeck ha presentato una batteria realizzata in grafene con integrata una tecnologia brevettata denominata Vor-x. Questi due elementi sono in grado di ricaricare uno smartphone come l’iPhone in soli 10 minuti, e garantiscono anche un’autonomia di utilizzo che può arrivare a 24 ore.

La tecnologia è già pronta per essere utilizzata, ora starà ad Apple capire se vale la pena investire per implementare questa soluzione sui propri dispositivi.

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Le novità Philips dal CES non sono finite: a Las Vegas la multinazionale presenta Philips Fidelio NC1L le prime cuffie al mondo con cancellazione del rumore che funzionano senza batteria. Si tratta di cuffie con collegamento Lightning: ricordiamo che proprio Philips è stato il primo costruttore a introdurre sul mercato cuffie Lightning con il modello Fidelio M2L.

Esteticamente le nuove Philips Fidelio NC1L somigliano al modello precedente, quindi anche per caratteristiche e suono probabilmente le due cuffie Lightning potrebbero avere molto in comune. Evitando di usare lo storico jack da 3,5 mm per il collegamento audio, sostituito dal collegamento Lightning digitale, iPhone trasferisce non solo la musica in formato digitale ma anche l’alimentazione elettrica necessaria per la riproduzione audio e per le funzioni di cancellazione del rumore.

Philips Fidelio NC1L integrano 4 microfoni che rilevano i rumori esterni e, tramite il processore integrato, elaborano un segnale uguale ma contrario, escludendo così i rumori. Non si tratta di una novità tecnologica, la soppressione del rumore è ormai offerta da numerosi marchi in diversi modelli di cuffie e auricolari, anche se con efficacia variabile.

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Sentiamo sempre più spesso parlare di stampanti 3D. Si stanno pian piano affermando nel mercato consumer, diminuendo drasticamente i prezzi rispetto a tanto tempo fa quando erano soltanto un “giocattolo” che pochi potevano permettersi.

La maggior parte di queste stampa modelli 3D relativamente complessi usando la plastica. Quello che fa invece la Voxel8 è davvero innovativo. Infatti oltre a stampare in Termoplastica essa è in grado di stampare anche attraverso la pasta conduttiva per la realizzazione di circuiti. Il risultato finale è che questa stampante è in grado sia di realizzare un oggetto sia di realizzarne il suo circuito per accenderlo/controllarlo.

Potete ammirare questo video di presentazione al CES di quest’anno dove viene mostrata la stampante, si parla del suo costo, circa 9000$, una cifra non abbordabile per il consumatore finale, e si parla dei futuri upgrade, con la possibilità di utilizzare altri materiali.

Una cosa è certa, questa stampante rappresenta la prima generazione di stampanti multi-purpose 3D. In un futuro potremmo stamparci il telecomando della nostra tv semplicemente grazie al nostro PC ed una di queste stampanti!

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Non verrà lasciato niente di intentato: a questo punto, con la presentazione del nuovo X1 di Nvidia, la lotta per accaparrarsi la fetta più grossa del mercato mobile si fa serrata. Il nuovo SoC dell’azienda statunitense riunisce una configurazione simile a quella big. LITTLE basata su design ARM in un performante octa-core, a cui unisce la tecnologia GPU Maxwell e un processo produttivo a 20nm. Ce n’è abbastanza per smuovere le acque e ridiscutere la leadership fin qui quasi incontrastata di Apple e Qualcomm.

Al contrario di quanto visto in passato, Nvidia ha preferito concentrarsi nella creazione di un prodotto dalle capacità velocistiche e capace di arrivare rapidamente sul mercato, in luogo di un più complesso design da zero per ogni parte del SoC. Così ecco presenti sul die 4 core A57 con 2MB di cache condivisa e altri 4 core A53 con 512KB di cache L2 da dividere. Una delle peculiarità del design Nvidia è la scelta di aggirare le soluzioni standard ARM per l’interconnesione a favore di un proprio design: il risultato, promettono, non farà rimpiangere niente a nessuno.

Specifiche alla mano, dentro X1 trovano posto: 8 core ARM a 64 bit (quattro A57 e quattro A53 come detto), ben 256 core Maxwell per la GPU (DirectX 12, OpenGL 4.4, Nvidia CUDA: tutto il repertorio), circuiti per la codifica/decodifica in hardware di H.265 e VP9 fino alla risoluzione 4K a 60 frame per secondo (ovviamente non manca H.264), e un controller per uno schermo con risoluzione 4K a 60Hz o 1080p a 120Hz. C’è abbastanza potenza per far girare il motore Unreal 4, come ci tiene a precisare Nvidia stessa: la distanza tra un PC desktop e un prodotto mobile si va sempre più assottigliando.

Le ambizioni dell’azienda non sono certo state nascoste nelle parole usate per presentare il nuovo SoC: le prestazioni di Maxwell, unite a una efficienza energetica superiore al passato delle soluzioni Nvidia, dovrebbero consentire di battere senza problema la concorrenza in ogni settore. L’inevitabile punto di riferimento, per molte ragioni, è l’A8X di Apple: Nvidia ci tiene a mostrare al pubblico degli addetti ai lavori, e quindi ai lettori, le performance assolute che raddoppiano le prestazioni di K1 (un prodotto presentato proprio un anno fa al CES) e superano del 50 per cento quelle del SoC Apple.

Quello che appare un po’ inaspettato, almeno a priori, è il risultato ottenuto in termini di efficienza energetica: anche qui secondo i benchmark Nvidia l’X1 è capace di superare A8X, e questo potrebbe costituire un ottimo passo in avanti visto che il tablet Shield di famiglia ha il suo punto debole proprio nell’autonomia mentre eccelle già nelle prestazioni assolute sia nell’elaborazione grafica che in ogni altro comparto. C’è solo un vero problema a questo punto: trovare software e video con risoluzione e complessità tale da riuscire a sfruttare fino in fondo l’X1, ma questa è una faccenda che sarà affrontata solo in seguito quando si capirà l’accoglienza che l’industria riserverà a questo SoC.

fonte: puntoinformatico

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